Ecco un riassunto della Primavera di Praga in formato Markdown, con link ad argomenti importanti:
La Primavera di Praga è stato un periodo di liberalizzazione politica e proteste nella Cecoslovacchia occupata dai sovietici a partire dal 5 gennaio 1968 e durato fino al 21 agosto 1968, quando l'Unione Sovietica e i suoi alleati del Patto di Varsavia invasero il paese.
Il periodo di riforme iniziò quando Alexander Dubček fu eletto Primo Segretario del Partito Comunista della Cecoslovacchia (KSČ). Dubček promosse un "socialismo dal volto umano", che includeva riforme come la libertà di stampa, di parola e di movimento, oltre a una maggiore autonomia economica e la possibilità di un sistema politico multipartitico.
Queste riforme non furono ben viste dall'Unione Sovietica, che temeva che la Cecoslovacchia si allontanasse dalla sua sfera di influenza. La dottrina Breznev, che sosteneva il diritto dell'Unione Sovietica di intervenire negli affari interni dei paesi socialisti per "salvaguardare il socialismo", fu utilizzata come giustificazione per l'invasione.
L'invasione della Cecoslovacchia del 21 agosto 1968 pose fine alla Primavera di Praga. Le truppe del Patto di Varsavia occuparono il paese e Dubček fu arrestato e sostituito con Gustáv Husák, un leader più fedele a Mosca.
L'invasione fu condannata da molti paesi occidentali, ma non ci fu un intervento militare. La Primavera di Praga e la sua repressione ebbero un impatto significativo sul movimento dissidente in Cecoslovacchia e in altri paesi del blocco orientale, contribuendo alla crescita di organizzazioni come Carta 77. La normalizzazione seguì, caratterizzata da repressione politica e ritorno all'ortodossia sovietica.
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